AMORE OLTRE L’IPHONE (LOVE OFF-LINE 2.0)

AMORE OLTRE L’IPHONE (LOVE OFF-LINE 2.0)

di Federica Fargnoli

Il cellulare è diventato ormai il prolungamento della nostra mano. Mi capita spesso quando vado anche a spasso con il cane, di notare come sia assurdo vedere i passanti in uno stato di lobotomizzazione dovuto all’utilizzo di questo oggetto diventato ormai vitale per tutti.

E le emozioni? Quei meravigliosi sospiri, le guance che arrossiscono? Le farfalle nello stomaco? Una sola parola EMOTICON.

Prima la poesia prendeva piede, c’era lui che veniva sotto casa tua con una rosa a gambo alto e ti invitava a cena. Oggi c’è sempre un lui che la rosa te la manda, te la porge, ma via whatsapp, poi aspetta le fatidiche “spunte” blu e decide infine di azzardare una sorta d’invito del tipo anche vago “che cosa fai in questi giorni?”

Ma non voglio demonizzare i social network, il fatto principale di questa virtualizzazione emozionale è che la tecnologia ci ha talmente assuefatti e reso la vita “semplice”, nel effettuare ricerche, nel trovare una persona per lavoro o per amicizia, che il lato “lazy” di ognuno di noi ha preso il sopravvento.

Per non parlare delle applicazioni di geolocalizzazione tra le persone, trovi le persone dell’altro sesso con cui uscire a distanza .

Dal mio punto di vista bisognerebbe essere dei “vintage” tecnologici, aiutandoci con tutto quello di cui disponiamo ma mantenendo il rapporto umano nella realtà.

Un lavoro di relazione non solo da remoto ma anche off-line.

 Mi viene in mente la pubblicità di un noto marchio di bevande analcoliche che sottolinea lo status attuale delle persone, perpetuamente al telefono, anche durante i pasti.

Ad un certo punto “Bam” “il collare” post-operatorio che indossano i cani.

FINALMENTE CI SI GUARDA IN FACCIA.

Negli occhi, rendendoci conto che di fronte c’è una persona vera.

Per amare, sentire, respirare, mangiare, parlare, ridere, scherzare, abbracciarsi, non ci serve un cellulare.

 Nutriamoci di scambi, di persone, nutriamoci dell’imperfetta e stupenda vita reale e di quegli sguardi ammiccanti, languidi, che solo quando qualcuno è fisicamente di fronte a te riesci a trasmettere.

Io voglio vivere l’amore “off-line” “vis-a-vi” perché credo nelle persone, negli incontri reali dove nulla accade mai in modo del tutto casuale ma rimane impressa dentro di noi quell’inspiegabile avvenimento che ci fa sentire unici, perché ognuno di noi lo è, “unico” e “speciale”.

Diventiamo ciò che vogliamo essere, non ciò che gli altri e il tempo in cui viviamo si aspettano che noi siamo.

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