Amore e social, molto social

Amore e social, molto social

Vi hanno mai detto che noi giovani moderni viviamo a corto di emozioni?

Chiaramente almeno una volta si.

Ogni volta che vengono fatti tutti quei discorsi lunghissimi, di cui forse riusciamo ad ascoltare bene o male le prime frasi annuendo per inerzia mentre cerchiamo con lo sguardo di attirare l’attenzione di un cameriere qualsiasi per chiedere un gin tonic, riguardiamo smartphone, computer, chat, come se fossero invenzioni del demonio, probabilmente spinti solo dall’immaginario fatto di luoghi comuni, ma poco basato su una vera conoscenza di queste realtà.

Ora, lungi da me mettere in discussione totalmente la bellezza di una conversazione faccia a faccia, proviamo ad analizzare quanto invece può essere anche emozionante un contatto virtuale.

Partiamo dal presupposto che sicuramente non tutte le sere hai la voglia di uscire e vedere gente, una di quelle sere che chiudono una giornataccia in ufficio, a lavoro, sei distrutta, anche decisamente orrenda, insofferente anche ad un “Ciao come stai?” (COME CAZZO DEVO STARE NON MI VEDI?) e quindi oltre al divano col pigiamone, calzettoni e fermacapelli supersexy per un muppets, non hai la minima intenzione di impiegare altre energie per renderti presentabile.

Cosa c’è di meglio di un giretto su una qualsiasi App di incontri virtuali per sentirti comunque connessa e parte del mondo fuori dal tuo divano?

Esclusa la telefonata alla pizzeria di fiducia chiaro.

Pensa alle due orette abbondanti minime di restauro per un’uscita, e ai due minuti scarsi per scegliere una foto dell’ultima cerimonia a cui hai partecipato per farti vedere al Top.

Massimo risultato col minimo sforzo!

Da qui inizia la parte interessante, sale l’adrenalina, cominci a switchare foto di profili di tutti i tipi e speri che un qualche cuore ti venga ricambiato per fare match.

Ansia.

Palpitazioni.

I piedini nei calzettoni che fremono e si accarezzano immaginando il principe azzurro della Chat.

I sorrisi che si alternano a sguardi imbarazzati alle pareti della stanza come se ti stessero giudicando.

“Il primo cuore lo metto io o lo mette lui?”

“Se non mi ricambia?”

“E se sembro quella che vuole solo rimorchiare?” (Sembro)

“E se poi mi chiede il numero?”

“E se poi mi chiede di uscire?”

Questo ovviamente nel migliore dei casi quando a rispondere ad un saluto non è un tipo che ti scrive “Ciao XD” perchè in quel caso bloccalo subito, eliminati e resetta il telefono per sicurezza.

Se invece sei più fortunata e avrà l’onore di avere il tuo numero, bè siamo ad un livello avanzato e le difficoltà di gestione delle emozioni possono complicarsi.

Anche perché, pensateci, chi si inventa le App. ci mette impegno per non lasciarci indifferenti o distaccati, anzi penso che diabolicamente facciano di tutto per farci vivere appieno queste esperienze virtuali.

Pensiamo alle spunte blu.

All’orario dell’ultimo accesso.

Quanto importanti ci fa sentire vedere che dopo il nostro messaggio ci faccia credere di essere andato a dormire non facendosi più vedere online.

Che sensazione bellissima.

Cuore leggero, mente tra le nuvole, matrimonio super trash come le nuove Lady D immaginato in un castello.

Fantastico.

Emozionante.

Ossessivo.

Finché non arriva il momento in cui le spunte non diventano più blu per ore, giorni, gli orari di accesso online spariscono, le risposte non arrivano più nei 30 secondi accademici.

E non le vogliamo chiamare emozioni queste?

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